Il Sesso: la Sacra Via dell’Illuminazione

Si può fare sesso senza amore e si può amare senza sesso. La letteratura è sempre stata chiara: per esistere, per essere sublimi, per toccare le vette dell’erotismo, sesso e amore devono necessariamente fluire in un’unica dimensione. Forse l’origine del nostro malessere è proprio questa: siamo nati come esseri divini, infiniti e creativi, ma veniamo educati secondo modelli che soffocano la voce autentica del nostro spirito.

Oggi parlare di sessualità 2.0 ci illude che il sesso vada praticato in modo giocoso, libero, provocatorio. Fare sesso liberamente è diventata una forma espressiva di ribellione emancipata. Di disubbidienza a una forma di tabù imposta sin dalla nascita. Ma l’essere umano è pur sempre un simpatico burlone, e pur di raccontarsela si inganna con ogni forma di compensazione. Ovvio è che il grado di presa di coscienza interiore suddivide chi ha una comprensione sottile di quel che accade nel profondo, e chi è semplicemente un gelido pezzo di carne capace di automatismo e null’altro.

Perché se è vero quanto in molti affermino che il sesso fatto per gioco sia parte di una vita gloriosa, forse sono proprio coloro che oltre a quell’istante di idillio non riescono ad andare. La scelta compete solo a quanti la sostengono.

Nei secoli la sessualità è stata ridotta a puro strumento di procreazione e disinibizione, ma in realtà contiene in sé la chiave verso la dissoluzione dell’ego. Nelle dottrine esoteriche l’incontro tra mente e corpo non è una semplice unione tra due persone, bensì l’unica vera porta verso uno stato di profonda pace interiore.  

Il Sesso come Scarico Emotivo

Religione, insegnanti, famiglia, tutto sembra definire quanto sia buono o cattivo. Giusto o sbagliato. Bastano pochi anni e la repressione ha preso il posto dell’autenticità individuale. L’uomo finisce in una struttura in cui è incapace di adattarsi: ne consegue il caos. L’amarezza, la confusione personale, le difficoltà relazionali. Il sesso diventa per il genere umano uno scarico emotivo. Uno sfogo di rabbia. Di disperazione. Di vuoto. 

Il sublime viene espropriato della sua immensità per fare spazio al reale, alla morte. Alla fine dell’unica via di salvezza verso il samadhi: l’illuminazione spirituale.

Qui non si tratta di puro misticismo o di spiritualizzare le fantasie erotiche dei più. Ma di dare valore a una pratica ridotta a uno striminzito coito di pochi infinitesimali secondi di piacere. Piacere seppur da confermare dalla partner del momento.   

Perdere il contatto con sé stessi significa perdere il contatto con la natura, con i segnali, con le immagini dalle quali possiamo imparare a ritornare alla nostra vera sostanza. A quell’istinto di sopravvivenza oggi diventato solo paura: paura di essere sbagliati, paura di essere traditi, paura di non essere mai abbastanza. 

L’incivilimento in questo senso ha creato esseri identici, ma frammentati. Funzionali ma frustrati. L’amore è diventato pretesa e la conquista, una sfida.

La Mela e la Pera: l’Ego nella Relazione

Alle scuole primarie ci insegnavano l’impossibilità di sommare una mela e una pera. Il principio matematico stabilisce che addizione e sottrazione richiedano sempre termini omogenei. Una mela e una pera restano due entità distinte. Allo stesso modo due esseri al servizio dell’ego non possono confluire nella creazione di una relazione sana ed evolutiva, a meno di non trascendere l’io, perdere l’identificazione con sé stessi e fondersi nell’energia universale.

L’amore esiste in ognuno di noi: l’amore è la nostra natura. Allo stato attuale il sentimento vitale è chiuso all’interno di una rigida struttura sociale. Ognuno di noi sarebbe colmo di amore se non esistessero le barriere di una falsa compensazione culturale e di tradizioni avvilenti e dannose. Ci innamoriamo e immediatamente entriamo nell’assunzione di ruoli: la compagna, il fidanzato, la moglie. Il ruolo ci identifica e cambia il nostro modello di comportamento. Entriamo in una relazione e subito dopo, non ci apparteniamo più.

Scegliere una relazione di senso non richiede di eseguire un ruolo o perdere la propria presenza. Due esseri integri e consapevoli si uniscono non per completarsi, guarirsi, adattarsi, ma per godere illimitatamente del proprio samadhi. Il “qui e ora” in cui la piacevolezza orgasmica è eterna, immensa, illimitata: non per pochi istanti ma per uno spazio infinito di tempo.  

Il significato sanscrito sta esattamente nel riportare la coppia a uno stato di grazia illimitato in cui due esseri, nella loro presenza totalizzante e il loro infinito sé superiore, si uniscono per convogliare le loro energie nella beatitudine assoluta: il nirvana. Solo allora entrambi potranno abbattere i limiti acquisiti e fluire senza ostacoli verso un rapporto pieno e rigenerante.

Equilibrio tra Sacro e Profano

In natura non esiste alcuna disarmonia: tutto esiste come una corrente incessante di energia. L’uomo ha creato le strutture per arginare il suo stesso ardore e oggi la cultura responsabilizza la frustrazione del lavoro come un vantaggio personale. Un inganno travestito da opportunità. Gli sbarramenti della civilizzazione impongono all’essere umano come agire, come parlare, quali termini utilizzare, quali emozioni provare, come amare. Un incastro infinito: una continua battaglia interiore con la propria energia primaria. Una guerra personale alla repressione della propria natura: non rimane altro che un’entità rozza, debole e priva di passione. Eppure la natura ci ha fornito l’indispensabile per vivere come esseri completi e appagati.

Il genere umano è nervoso, nevrotico e malato, ma pretende di avere una relazione stabile e gratificante. Ma prima di farlo, forse sarebbe il caso di riscoprire e comprendere la natura divina dell’esistere. E deve superare la barriera di quei pochi attimi di godimento che gli permettono di  abbattere i limiti del tempo.

Vi prego di ricordare però che non si tratta di una forzatura o di un traguardo scurrile da raggiungere. Ma di una presa di coscienza personale attraverso la comprensione di come l’orgasmo sia la manifestazione più simile alla quiete interiore. Il che presuppone non ci sia alcuno sforzo o costrizione e men che meno, prestazione. Qualsiasi azione produca stanchezza non può essere naturale: il “trasporto” dev’essere fluido e illimitato.  

La Sacralità dell’Atto Sessuale

L’atto sessuale diventa una forma di meditazione a due: un momento di totale presenza. L’abitudine al “qui e ora” e la completa pace interiore trascineranno entrambi gli amanti verso una soddisfazione cosmica appagante e intensa. 

Come in ogni viaggio cosmico è necessario prepararsi e creare i presupposti per onorare con devozione l’incontro dei partner. Si tratta di un impegno imprescindibile, poiché in assenza di amore non è possibile aprirsi al divino. 

Quando ci si avvicina alla propria compagna bisognerebbe farlo con un sentimento di “sacralità”, come se si entrasse in un tempio di infinita beatitudine. Quando una donna si avvicina al partner, dovrebbe farlo con ammirazione e stima, come se si avvicinasse a una divinità. 

L’estasi dell’orgasmo è l’assoluta totale presenza nel “qui e ora”: la dissoluzione dell’identità, la completa percezione dell’infinito, eterno, momento presente. L’esperienza sessuale è la prima esperienza di illuminazione che l’essere umano vive. Solo nei momenti del coito l’uomo riesce a provare un’esperienza di totale beatitudine e di riconnessione alla propria presenza. Sarebbe assurdo continuare a limitare una tale immensità perpetuando con maniacali scarichi di eccitazione per ricompensare se stesso con pochi istanti di benessere. Eppure, l’immensità di tale rivelazione si scontra  inesorabilmente contro la meccanica della performance.

Qui sta l’assurdità del genere maschile: una prestazione mascolina in cui l’oggetto del desiderio ne esce probabilmente insoddisfatta e infastidita dalla rapida animosità del compagno di sventura. 

L’atteggiamento che abbiamo verso la vita determina la nostra evoluzione: il modo di agire, di esistere e ovviamente di relazionarci. La capacità di cui siamo investiti è quella di comprendere quanto sia fondamentale entrare in contatto prima con le nostre potenzialità e poi, solo allora, unirsi nell’esperienza dell’altro, della coppia, della reciprocità energetica. Solo dopo avere intrapreso il cammino verso l’anima potremo godere a pieno della fertilità di un’altra presenza nella nostra sfera energetica. 

L’alternativa è presto detta: restare aridi involucri di carne pronti ad accoppiarsi spinti da un’effimera chiamata evolutiva per continuare a essere schiavi della nostra stessa carnalità. 

Il Sesso Divino: l’Istante Illimitato 

Quanto il sesso sia divino lo si comprende dal suo potere di generare una nuova vita. Ridurlo a una rapida libidinosa quotidianità è limitare la possibilità di percepire l’amore nella sua pienezza.

Durante l’orgasmo la mente si svuota di ogni pensiero. In quel momento ogni tribolazione si dissolve e resta un vuoto mentale assoluto: uno spazio sconfinato in cui l’immobilità si espande in un totale stato di grazia. Questa è una delle ragioni per cui l’essere umano trova, all’apice del piacere, quella forma di conforto e di totale beatitudine in cui ogni problema e tensione spariscono, permettendo al corpo di sprofondare in un intenso senso di rilassatezza e scivolare placidamente in un sonno ristoratore. Da qui nascono le forme di preghiera e di meditazione Yoga: dal trovare la chiave di accesso per placare la mente, toccare l’infinitesimalità del tempo e vivere nella totale presenza cosmica. 

Sì. Avete capito bene. Quei piccolissimi istanti contengono in sé l’atarassia: l’assenza totale di turbamento e la perfetta pace dell’anima.

Nel tempo diverse culture esoteriche dopo avere scoperto questo segreto hanno approfondito il modo per raggiungere una liberazione mentale simile. Le pratiche yogiche hanno appurato quanto fosse possibile replicare la stessa estasi universale attraverso altre vie, tra le quali la meditazione profonda. Ciò non significa bandire il sesso dalla nostra vita, o sottintendere quanto il sesso sia impuro e malefico: al contrario. Significa utilizzare il sesso per trascendere la forma della quotidianità e ampliare i benefici a esso correlati. 

Un coito diventa così non un obiettivo, ma uno stato d’essere in cui i due partner possono sperimentare la reciproca fusione mistica, esplorare l’armonia interiore e amplificare il senso di beatitudine per un tempo infinito. Il concetto non può esimersi dal non concepire la momentaneità dell’orgasmo ma dimostra quanto il sesso sia il mezzo fondamentale per tornare all’armonia interiore e toccare, come uno yogin, l’estasi e la gioia suprema. 

Per conoscere la verità dell’amore in una relazione è però necessario prima accettare la sacralità del sesso. Per farlo abbiamo la necessità di abbandonare ogni forma egoica ed egoistica, spogliarci dell’ego e della paura e scegliere di entrare in relazione attraverso una visione estesa e di totale apertura energetica. 

L’ego è sinonimo di separazione: entrare in armonia con sé e con l’altro presuppone l’abbattimento di ogni forma di individualizzazione personale, per entrare in un mondo in cui io e l’altro non esistono, ma si dissolvono nell’atto della pratica dell’amore. Questo non implica perdere la propria identità. Un individuo rimane unico in quanto tale. Resta presente in sé stesso, senza maschere, ruoli o imposizioni: si tratta del proprio cammino animico, di una personale direzione spirituale. 

È nel momento in cui un essere appartiene solo a sé stesso, che entra in relazione con l’altro, ma non per diventare parte di una coppia, ma per dissolversi nell’incontro attraverso l’altro. Non esistono limiti, né barriere né compiti: solo totale devozione e consapevolezza di avere accanto la via d’accesso al nirvana.

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