Simbologia del Novilunio in Ariete

La sensazione che questo nuovo anno non sia come tutti gli altri è intuibile. E forse ne abbiamo già avuto un assaggio concreto nella primavera dell’anno scorso, quando a poco a poco, molte dinamiche sono cambiate, e la nostra stessa visione dell'identità ha incontrato perplessità e incoerenze.

E se la primavera è simbolo di nuovi inizi, il Novilunio di questi giorni ne rappresenta un’indicazione chiara: rinascere a una nuova vita, sfidando il già noto, per aprire strade ancora da esplorare. Sconosciute, certo. Ma il messaggio è chiaro: l’esistenza in questo preciso momento astronomico ci chiede di rinascere. Di lasciar andare gli inganni del passato, le convinzioni apparentemente coscienti, le strutture familiari. E rinascere. Non dalla razionalità, come siamo stati abituati a fare, ma dall’emozione. Da quel io interiore che, come sempre, ha tutte le risposte.

È quando sentirevolere sono in connessione, che il futuro non resta reazione, ma azione consapevole. 

Quando anima e ragione si uniscono – come nel cielo di questo momento – possiamo anche non ascoltare. O magari, scegliere di fermarci e porci la solita ed estenuante domanda: “Ma io chi sono?”

La Luna Nuova ci invita a seminare e l’Ariete ci spinge a entrare in contatto con l’identità: l’Io Sono. Con coraggio. Con audacia. Con fiducia in un processo che esula dalle nostre aspettative, ma va ben oltre.  

L’Ariete e il Diritto di Esistere

Secondo l’astrologia archetipa il segno dell’Ariete rappresenta i nuovi inizi, i punti di partenza. 

Il simbolo che meglio rappresenta l’energia del momento è il germoglio inteso come il coraggio di esistere al di là degli impedimenti che ne ostacolano la crescita. Il seme che nasce e resiste alle intemperie dell’oscurità, ma in primavera sfida la forza del terreno per rinascere a nuova vita. 

Non a caso il calendario astrologico inizia proprio il suo ciclo con il segno dell’Ariete: la rinascita. 

Il momento in cui si crea la propria identità nel mondo.

L’impeto è quello di agire con determinazione e direzione per aprire nuove strade. Si tagliano i rami secchi per fare spazio al nuovo. È il momento più propizio per piantare intenzioni, definire nuovi obiettivi e avviare progetti con la prontezza di chi… non ha più bisogno di chiedere il permesso di farlo.

Non servono grandi rivoluzioni, o forse sì là dove sono necessarie. Basta solo seminare. Piccoli gesti, piccole intenti che percepiamo dentro e che la Luna in Ariete ci chiede di inaugurare. 

Piccole azioni oggi, saranno grandi progetti domani, quando questo Novilunio avrà il suo primo raccolto tra quindici giorni con la Luna piena nel segno dello Scorpione. Per avere il massimo della realizzazione tra sei mesi con la prossima Luna Piena che avverrà il 6 ottobre nel segno della Bilancia.

Novilunio come Transito Interiore

Il Novilunio, nella sua ciclicità astronomica, segna il momento di congiunzione tra Sole e Luna, rendendo quest'ultima invisibile dalla Terra.

Dal punto di vista astrologico, l’ombra apparente, è intesa come una fase di massimo potenziale ricettivo e introspettivo. Ogni Luna Nuova, per intenderci, va considerata in ogni sua espressione come un vero e proprio reset cosmico e con esso, la rielaborazione di un’identità più autentica e personale.

L’invito del Novilunio è quello di ritirarsi verso una maggiore connessione interiore per riscoprire la propria presenza e, attraverso l’inconscio, attingere alle energie primordiali della nostra vera essenza. Una riconnessione a Sé come ciclo naturale dell’esistere.

Luna Nuova in Ariete: Identità e Conflitto

Quando questo evento si verifica nel segno cardinale di fuoco dell'Ariete, l'archetipo del rinnovamento si carica di una spinta propulsiva verso l'azione e la sensazione di un'impellenza ad affermarsi per avere ciò che si vuole. 

Governato da Marte, l’Ariete è l'iniziatore dello Zodiaco. Rappresenta l’irruenza che rompe gli schemi preesistenti per affermare il proprio Sé. 

Come qualsiasi guerriero, l’energia di cui ora siamo avvolti non invita a una lenta pianificazione, ma piuttosto ad avere il coraggio di un'azione pionieristica, audace e tendenzialmente impulsiva. 

La veemenza urla “Io Sono” in quanto tale. E non intende scendere a compromessi.

Una combinazione di pianeti molto particolare ed evidentemente conflittuale. Se temere più il conflitto esterno o quello più animico tra Sé e Sé resta da definire. Comunque sia, ora non è tempo di restare indifferenti ma di creare la solidità coerente all’individualità che ci caratterizza.  

Una conflitto che infonde l'energia necessaria per superare l'inerzia, la paura e iniziare da zero una ricostruzione della propria identità, simboleggiando il  puro istinto  di sopravvivenza e di crescita. E lo facciamo varcando la soglia dei recinti interiori di cui, bene o male, siamo tutti a conoscenza. L'insofferenza serve e va compresa per direzionare, non per distruggere.

In questo senso l’energia arietina spinge verso un’azione di volontà, anche dirompente, per definire Sé, oltre agli stereotipi, alle regole, alle dinamiche sociali e alle inibizioni interiori. 

L’attenzione va posta all’intensità “bellicosa” del periodo in ogni sua sfaccettatura e va canalizzata per non scivolare nella parte più feroce dell’Ariete stesso. 

Il Novilunio in questo segno è quindi il seme non solo del nuovo ciclo lunare, ma dell'intero anno astrologico (essendo l'Ariete il primo segno del calendario astrale). I semi di oggi influenzeranno la nostra vita, le nostre scelte, le nostre parole nei mesi a seguire.

La Scrittura come Realizzazione

Dominato dal Dio della guerra, il messaggio dell’Ariete non è certo dolce e pacato, ma come insegna il suo antagonista, la direzione va fissata con determinazione ma anche equilibrio ed eleganza (Bilancia). 

È necessario non farsi prendere dall’animosità e dall'impazienza in questo periodo. L'ascolto interiore, e una chiara percezione del nostro mondo inconscio, possono fungere da bussola per ogni azione da qui ai prossimi quindici giorni.

Scrivere è l’azione più semplice e concreta per fare chiarezza, seminare e osservare i cambiamenti che emergeranno nelle settimane a venire. Il punto è comprendere come l'impazienza del momento ci possa indicare la strada da perseguire attraverso la risoluzione dei conflitti con noi stessi e con gli altri. Non attraverso una pretesa di cambiamento ma con l’intenzione di difendere i propri spazi ed essere espliciti con ciò che desideriamo.

Il suggerimento che ne conviene è questo:

“Scrivi chi vuoi essere. Scrivi quali emozioni vorresti provare quotidianamente. Scrivi ciò che vorresti realizzare e concretizzare. Scrivi i tuoi progetti, i tuoi sogni. Non soffermarti sul come raggiungerli, soffermati sull'emozione che proveresti se tu avessi già realizzato i tuoi desideri. 

Chiediti cosa vorresti cambiare di te stesso o di te stessa in questo momento. Cosa vorresti cambiare nella tua quotidianità: ma non riferita agli altri, non agli eventi esterni. Tutto deve far capo esattamente a te. Quale visione vuoi avere del mondo che hai creato intorno alla tua persona. Quale visione hai della tua immagine e cosa ti comunicano le persone intorno a te. Quali sono le convinzioni che ancora ti tengono legato e che limitano i tuoi nuovi inizi. 

Metti su carta come vorresti sentirti qui e ora se tu avessi già la possibilità di essere la nuova versione di te stesso nei prossimi quindici giorni, per arrivare alla sua massima messa in opera tra sei mesi.”

La vita sta chiedendo a chiunque di ricominciare e i prossimi due anni ci invitano a ripartire non da ciò che riteniamo giusto, ma da ciò che risuona dentro di noi. Dalle emozioni. Dalla nostra vera autenticità.

Avanti
Avanti

Un Viaggio al Centro di Sé