AI: L’Essere Umano tra Delega Artificiale e Bisogno di Senso
In questi giorni, una delle notizie più gettonate sul web è la scelta di Google di spingere gli utenti all’utilizzo degli “agentic shopping”, strumenti AI capaci di accompagnare e automatizzare le nostre sempre più numerose esperienze d’acquisto online.
Il processo è semplice. Gli agenti di intelligenza artificiale, istruiti secondo le preferenze, i gusti e le richieste individuali, non si limitano a consigliare prodotti, ma eseguono l’intero processo d’acquisto per nostro conto. Invece di navigare manualmente tra i siti, confrontare gli articoli e compilare i dati di pagamento, deleghiamo l’intero compito all’AI.
La perplessità prende forma analizzando gli ultimi dati rilasciati: sembra infatti che ormai il 60% degli utenti non esegua le ricerche attraverso i siti web tradizionali, ma preferisca delegare l’onere della scelta e della comprensione direttamente all’intelligenza artificiale (Artificial Intelligence). I dati più recenti raccontano uno spostamento netto: una quota sempre più ampia dei visitatori in rete utilizza risposte già sintetizzate dall’AI come primo punto di accesso alla conoscenza.
Il problema non è il progresso tecnologico in sé, ma l’abitudine che si sta formando: ricevere una risposta pronta, utilizzarla velocemente e confondere la comodità della sintesi con una reale comprensione.