Indecenza Comunicativa o Maleducazione?
Stiamo perdendo il senso della decenza comunicativa. Quello che un tempo veniva definito “Homo sapiens sapiens” oggi bellamente impacchettato come portavoce del vero e assoluto, si atteggia a sovrano indiscusso del proprio esiguo mondo: il regno immaginario (o un regno fantasioso che spera un giorno di possedere).
L’essere umano - a ragione o torto - sta scivolando nel ridicolo: agisce per reazione, si identifica per imitazione, possiede un cervello sovradimensionato e una capacità comunicativa pari al fine da ottenere.
Individui possessori, posseduti dai loro stessi possedimenti. Tutto si riduce a: il mio spazio, il mio lavoro, la mia famiglia, i miei hobby, la mia auto.
Dall’altra parte dell’emisfero accade il finimondo e l’individuo medio se ne mortifica con apatica indifferenza: sono questioni complesse da affrontare. L’essere umano, indaffarato nel difendere il proprio territorio, perde la visione dell’insieme: l’io si identifica con il collettivo ma solo dove conviene. Per il resto il giudizio resta rivolto a chi commette l’errore: alla malagestione, al malgoverno, alla società.
Quelle stesse persone, il noi nel nostro piccolo spazio, non fanno altro che replicare i medesimi atteggiamenti – ripugnanti negli altri – ma assolutamente normali e ordinari in sé stessi.